“Il tentativo del Partito Democratico di rallentare e ostacolare l’inchiesta sul Forteto è inaccettabile: le vittime del Forteto hanno atteso fin troppo tempo per avere verità. Il muro che stanno mettendo in atto sulla programmazione delle audizioni politiche, peraltro su circostanze e fatti acclarati, e le continue richieste di rinvio arrivate nelle ultime settimane mettono in luce un atteggiamento irresponsabile e non degno di queste istituzioni.
Di cosa hanno paura? Capiamo la delicatezza dei fatti di cui si parla, ma a maggior ragione per questo ci aspetteremmo maggiore collaborazione da parte dei commissari e nelle testimonianze delle persone audite. Ostacolare in questo modo l’obiettivo di fare chiarezza è un passo indietro di 15 anni nel tentativo di ricostruire il contesto storico nel quale si è verificato un blackout istituzionale che ha provocato sofferenze incalcolabili a centinaia di persone, minori e non solo”. Lo afferma in una nota il gruppo di Fratelli d’Italia in Commissione d’inchiesta sul Forteto.
“La Commissione d’inchiesta ascolterà il parlamentare Pd Andrea Orlando, che nel ruolo di Ministro della Giustizia non ha promosso a termini di legge l’azione disciplinare nei confronti dei magistrati che hanno affidato i minori al Forteto. Nel 2015 la Procura di Firenze inviò una relazione chiesta dal Ministero guidato da Orlando, ma in seguito ad essa i magistrati non furono mai chiamati dal Csm a rispondere in sede disciplinare.
La Commissione audirà anche Pasquale Ciccolo, allora Procuratore generale della Cassazione, che la legge indica come unico altro soggetto deputato ad invocare l’azione disciplinare nei confronti dei magistrati”, afferma il deputato e Presidente della Commissione d’inchiesta sul Forteto, Francesco Michelotti.
“Ci fu una parte politica, quella della sinistra, che aprì al Forteto le porte delle più importanti istituzioni locali e nazionali. Quella di oggi è un’occasione persa per far luce su questa triste pagina: una serie di ‘non so’ e ‘non ricordo’ da parte di Daniela Lastri ed Anna Maria Serafini. La prima nel ruolo di assessore all’istruzione del Comune fece gli onori di casa nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio per la presentazione de ‘Il libro dimenticato dalla scuola’ della Fondazione Il Forteto, a cui parteciparono anche i due pregiudicati Fiesoli e Goffredi. La seconda è moglie di Piero Fassino, indicato da molti fra i frequentatori del Forteto, già Ministro della Giustizia quando nel 2000 l’Italia fu condannata dalla Cedu.
Serafini fu invitata in qualità di membro della bicamerale per l’infanzia, di cui fu presidente dal 2006 al 2008 e vicepresidente dal 2008 al 2013, ad un convegno al Senato con lo stesso Goffredi. Ad organizzarlo fu la senatrice del Pd, Vittoria Franco, che in audizione in Commissione d’inchiesta parlamentare la ex senatrice, aveva raccontato che i sindaci portavano i politici di sinistra in quella struttura, perché erano considerati affini. Non è un caso che l’ex segretario dei Ds e del Pd, Luciano Petti, abbia riferito in Commissione d’inchiesta nel 2020, che gli stessi Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi, fossero iscritti al partito. Senza parlare di tutti i fondi erogati dalle istituzioni locali. Ma quella di oggi, a causa di questi silenzi, è un’altra occasione persa per fare chiarezza: uno schiaffo, l’ennesimo, alle vittime del Forteto”, conclude il deputato di Fratelli d’Italia e componente della commissione d’inchiesta sul Forteto, Grazia Di Maggio.