Giustizia: tutela vittime reato entra in Costituzione

“La tutela delle vittime entra nella Costituzione e segna un passaggio storico per la nostra Nazione. Per troppo tempo abbiamo definito con grande precisione le garanzie dell’imputato, lasciando invece in secondo piano chi ha subito un reato. Ma la giustizia non può limitarsi a garantire le regole del processo: deve anche riconoscere la dignità e il dolore delle vittime. Con questa riforma lo Stato rafforza il proprio dovere di proteggere chi è più fragile, dalle vittime di violenza e stalking alle famiglie dei servitori dello Stato. Mai più vittime lasciate sole, ma persone cui la Repubblica riconosce pienamente diritti, dignità e tutela”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo, presidente della commissione Affari Costituzionali.

“Questa riforma – che inserisce la tutela della vittima all’articolo 24 della Costituzione – è una pietra miliare nella storia civile e giuridica della nostra Nazione, un atto di giustizia profondo, capace di restituire dignità a milioni di italiani. Uno Stato che difende solo le regole del processo e dimentica il dolore di chi ha subito il reato, non è uno Stato giusto. Sinora abbiamo codificato con precisione millimetrica i diritti dell’imputato, ma abbiamo lasciato nell’ombra la persona offesa dal reato, considerata solo un soggetto legittimato a chiedere un risarcimento economico.
Tuttavia, la ferita non si rimargina con un obolo, ma con il riconoscimento solenne della propria dignità violata. Pensiamo alle persone che hanno subito violenza o stalking, che diventano trasparenti nei processi; o ai familiari delle vittime del dovere o del terrorismo, ridotti, talvolta, a supplici della burocrazia ministeriale. Con questa riforma, lo Stato smette di essere freddo notaio del delitto e torna a essere scudo protettivo per i deboli. Da oggi la solitudine delle vittime cessa di essere un destino e diventa una responsabilità inderogabile della Repubblica”, afferma la senatrice di Fratelli d’Italia Cinzia Pellegrino, coordinatore nazionale del dipartimento Tutela vittime.

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