“La condanna dello Stato italiano a risarcire la ong Sea Eye dopo un fermo della nave Sea Eye 5 disposto dalle autorità nell’esercizio delle funzioni di controllo e tutela dei confini è una decisione che disorienta e solleva un problema politico e istituzionale. Il messaggio che arriva ai cittadini, infatti, è che l’azione dello Stato finisca per essere colpita proprio mentre cerca di far rispettare regole, legalità e sovranità. In un momento in cui l’Italia affronta ogni giorno la pressione dell’immigrazione irregolare, sentenze di questo tipo rischiano di alimentare la sfiducia dei cittadini nella e di allontanare ulteriormente la giustizia dal senso della realtà. Quando simili decisioni si ripetono, diventa inevitabile aprire una riflessione seria sul rapporto tra giurisdizione, responsabilità e interesse nazionale”. Lo dichiara il vice capogruppo dei Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, Elisabetta Gardini.
“Nonostante la grande voglia di cambiamento che gli italiani ci chiedono sulla questione immigrazione, ancora troppi magistrati continuano a comportarsi come se fossero degli eletti dal popolo e fanno quell’opposizione ideologica che gli stessi politici di sinistra non riescono a concretizzare. Abbiamo l’occasione di fermare tutto questo, il referendum sulla riforma della giustizia ci darà modo di non avere più una magistratura politicizzata e in mano alle correnti e finalmente completare quello che avevamo promesso in campagna elettorale, una giustizia giusta al servizio della nazione e non viceversa”, afferma Raffaele Speranzon, senatore di Fratelli d’Italia e vicepresidente vicario del gruppo.