“Quando si parla di infrastrutture, le opposizioni manifestano sempre una certa allergia. Lo dimostrano le surreali scuse che presentano pur di non votare questo provvedimento. L’Italia ha una posizione privilegiata nel Mediterraneo, ma per sfruttare al massimo questa fortuna ha bisogno di ponti, porti, ferrovie efficienti e moderni. Tutti elementi a cui le opposizioni stanno dicendo no.
Il Ponte sullo Stretto ne è un esempio. Un’opera strategica per la Nazione e per il Sud. Un Meridione che cerca occasioni che il governo Meloni ha dato con la Zes unica. E non è un caso se questo territorio cresce più della media nazionale. Delle 150 opere interessate dal decreto, la stragrande maggioranza è localizzata nel Mezzogiorno, a conferma dell’attenzione che il governo riserva a questa parte d’Italia.
Le opposizioni sostengono che il Ponte costa troppo, dopo aver sperperato 140mld in Superbonus e togliendo risorse essenziali al Paese. Ignorano che il Ponte può portare modernità, posti di lavoro e ricadute sul pil italiano. Investiamo poi milioni per il Ponte Trigno e per quelle infrastrutture importantissime per le popolazioni colpite dal maltempo. Dopo il pasticcio del governo giallorosso sulle autostrade A24 e A25, esponendo lo Stato a risarcimenti miliardari, con noi i soldi vengono stanziati per mettere in sicurezza e ammodernare queste tratte autostradali. Con questo provvedimento rendiamo la nostra Italia moderna e competitiva”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi, capogruppo in commissione Lavori Pubblici.
“Con questo decreto, il governo Meloni e questa maggioranza sostengono con convinzione che le opere pubbliche devono essere realizzate. Ed è per questo che razionalizziamo e potenziamo i commissari straordinari che rappresentano uno strumento di accelerazione degli iter decisionali e dei cantieri, garantendo al contempo un presidio efficace sull’attuazione degli interventi. Mi rendo conto che, quando si parla di grandi opere, di politiche di medio e lungo termine, serve una visione, serve la stabilità dei governi e della coalizione. E comprendo la difficoltà delle opposizioni di ammettere che questo Governo, a differenza dei precedenti, possiede tali qualità.
Le grandi opere e la capacità di programmazione del Paese, per loro natura, richiedono prospettiva di lungo periodo, continuità decisionale e coerenza nell’azione amministrativa. Queste sono condizioni strutturalmente difficili da garantire in un sistema politico caratterizzato da instabilità governativa, da governi tecnici e da coalizioni messe insieme più che da programmi comuni da nemici comuni. Invece, il governo in carica, per la prima volta da decenni, offre quella stabilità e quella unità di intenti che l’opera richiede”, afferma il senatore di Fratelli d’Italia, Gianni Rosa, vicepresidente della commissione Lavori Pubblici.