“La proposta di modifica dell’articolo 12 della Costituzione in materia di riconoscimento dell’inno nazionale che presentiamo oggi, si fonda su due principali obiettivi: il primo è conferire rango costituzionale all’inno d’Italia inserendolo nell’art. 12 che già disciplina la bandiera italiana, perché i simboli non sono forma ma sostanza. Gli italiani si riconoscono in essi e vengono in essi riconosciuti nel mondo. Il secondo obiettivo è proteggerlo.
“Ad oggi l’inno è regolato da una norma ordinaria, la legge 4 dicembre 2017, ed inserirlo in Costituzione lo tutela da eventuali modifiche e mutamenti. Una garanzia per la sua diffusione alle prossime generazioni. Il disegno di legge é stato incardinato ed è iniziata la discussione generale. Vorrei ringraziare il presidente De Priamo, che sarà anche il relatore del provvedimento, per la grande sollecitudine con cui ha lavorato in commissione nelle scorse settimane. Il disegno di legge inoltre é stato sottoscritto da tutta la maggioranza e una parte dell’opposizione, ma auspichiamo nella condivisione di tutte le forze politiche”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Donatella Campione.
“Un argomento come questo dovrebbe rappresentare l’occasione per una piena collaborazione tra le forze politiche, nonostante il momento e nonostante i contrasti che possano esserci tra i partiti”, afferma il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan.
“La Francia, la Spagna, Il Portogallo, la Tunisia, la Colombia, la Polonia sono alcune tra le Nazioni che lo prevedono. Una scelta che è il risultato di una consapevolezza dei movimenti nazionali di libertà ed è molto significativo proporlo oggi, trovando anche un’ampia adesione tra le forze politiche. Il professor Galasso già negli anni 2000 parlava di un preoccupante fenomeno in Italia di distacco dal Risorgimento e di messa in discussione del suo valore nazionale. Fortunatamente oggi non c’è questo rischio, ma l’introduzione di questa norma è un’ulteriore garanzia”, aggiunge il senatore di Fratelli d’Italia, Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della commissione Politiche Ue.
“É un provvedimento importante perché riteniamo che l’inno sia un momento che rappresenta il senso di appartenenza dell’identità nazionale e il sacrificio degli eroi del Risorgimento. Goffredo Mameli e Michele Novaro, i giovani autori dell’inno, rappresentano perfettamente questo sentimento. Auspichiamo che questo argomento unisca tutti, perché non c’è nulla che unisce di più dell’inno nazionale e i mondiali di calcio in corso questi giorni, ad esempio, ne sono una chiara dimostrazione”, conclude il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo, presidente della commissione Affari Costituzionali.