“Oggi la “redazione unica”, composta da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report, mostra una mia foto con un esponente della criminalità organizzata per sostenere la bizzarra tesi di una mia vicinanza ad ambienti malavitosi. Inoltre, questi signori fanno un pirotecnico collegamento con le vicende di mio padre, per dimostrare non so quale commistione con la criminalità organizzata. Ma questi imparziali e onesti giornalisti sanno benissimo che con mio padre ho interrotto ogni rapporto all’età di 11 anni. Così come sanno benissimo che, in decenni di impegno politico, esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie. E ciò vale per chiunque faccia politica e stia in mezzo alla gente. E sfido chiunque a trovare mie dichiarazioni o attacchi contro altri esponenti politici colti nelle stesse circostanze.
Il mio impegno contro ogni mafia è cristallino, coerente, duraturo. E ciò che abbiamo fatto al governo ne è la prova. Mentre altri liberavano dalle galere i boss mafiosi con la scusa del Covid, noi li arrestiamo e li teniamo dentro con il carcere duro, istituto che abbiamo salvato dallo smantellamento. Differenze. Ma a questi “professionisti dell’informazione” non importa niente. Tutto serve a gettare fango nel ventilatore e a fare da grancassa mediatica agli interessi di partito. Nessun giornalismo, solo politica. Poco importa. Non sono una persona che si fa intimidire dagli squallidi attacchi di gente in malafede”. Lo dichiara il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“L’impegno del governo Meloni contro la mafia è evidente, provato dalle nuove severe norme approvate che hanno contribuito all’arresto di centinaia di latitanti. Si tratta di un attacco del tutto spregevole e particolarmente irresponsabile per il delicatissimo momento internazionale. L’ennesima dimostrazione che c’è chi non esita a danneggiare l’Italia per riprovevoli interessi di parte”, afferma il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan.
“La forza della nostra presidente del Consiglio è quella di non essere ricattabile e non ci sono scheletri nell’armadio o altarini che certa stampa schierata possa svelare come grandioso scoop. L’azione politica di Fratelli d’Italia ha come esempi Falcone e Borsellino. A loro ci ispiriamo e la rinascita di Caivano, la difesa del 41 bis – mentre qualcuno della sinistra preferiva andare a trovare chi si batteva contro il carcere duro per i mafiosi – ne sono prova. Personalmente trovo assurdo il tentativo di certi media di insinuare una vicinanza di Giorgia Meloni ad ambienti malavitosi partendo da una semplice foto, peraltro datata e inevitabile per qualsiasi politico che partecipi ad aventi pubblici. Lasciamo le ricostruzioni forzate e le illazioni a chi non ha argomenti seri: da una parte c’è chi lavora concretamente per combattere la mafia, dall’altra chi cerca di screditare con accuse poco credibili”, conclude Sara Kelany, deputato di Fratelli d’Italia e componente commissione Antimafia della Camera.