“Un’inchiesta de Il Tempo mette in luce retroscena che dimostrano quanto ci sia di fosco dietro l’apparente umanitarismo della Flotilla. Ramy Abdul è la figura chiave per capire come si finanzia e chi ci sia dietro l’armata pro Pal, elevata a eroina da certa sinistra. Abdul è più di dieci anni che tesse trame con i terroristi di Hamas e pare che nel 2022 sia stato proprio lui ad aver battezzato la spedizione. È proprio grazie allo stesso individuo, infatti, che dall’Italia sarebbero transitati fondi destinati a foraggiare Hamas e le sue azioni in Medio Oriente. Alla luce di ciò, spero che la sinistra faccia mea culpa e ammetta che la Flotilla sia solo la costola europea di una pericolosa organizzazione terroristica”. Lo dichiara il senatore Michele Barcaiuolo, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Esteri e Difesa.
“Le inchieste de Il Tempo rendono sempre più evidenti i legami Hamas e la Flotilla, che appare come uno strumento di propaganda più che come una spedizione umanitaria. Come dimostrerebbe anche il rifiuto da parte degli attivisti di far giungere aiuti alla popolazione palestinese attraverso organizzazioni terze ed affidabili. Figura chiave intorno alla quale ruota l’inchiesta è Ramy Abdu, fondatore di Euro-Med, organizzazione accusata da Israele da fungere da veicolo per campagne mediatiche a favore di Hamas e pubblicamente schierata a favore della Flotilla.
Esisterebbero anche prove sui consolidati rapporti tra Abdu ed esponenti di Hamas. Di fronte a uno scenario denso di ambiguità, sarebbe auspicabile che venisse fatta piena chiarezza sui finanziamenti delle presunte ‘missioni umanitarie’ verso Gaza, che come sosteniamo da tempo sembrerebbero celare ben altre finalità. Per Fratelli d’Italia non può esserci nessuna tolleranza per chi sostiene il terrorismo e mette a rischio la sicurezza nazionale”, afferma il deputato Giangiacomo Calovini, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Esteri.