“Con questo intervento eliminiamo un ingorgo burocratico che negli ultimi anni ha rallentato o bloccato investimenti strategici per l’agroalimentare italiano. Non è accettabile che un’intera filiera resti ferma perché una sola impresa deve regolarizzare un certificato, magari per una semplice irregolarità formale. Le verifiche antimafia e contributive restano e sono sacrosante, ma devono essere effettuate nel momento corretto: quando si erogano i soldi pubblici, non prima. Così tuteliamo la legalità senza paralizzare lo sviluppo.
La norma consente infatti di evitare che un’irregolarità temporanea – spesso sanabile in tempi brevi – impedisca la presa di efficacia del contratto, bloccando di fatto tutte le altre aziende coinvolte e impedendo loro di accedere agli stati di avanzamento lavori (Sal) e ai finanziamenti collegati. In un momento in cui le filiere agroalimentari hanno bisogno di rapidità, certezze e capacità di spesa noi scegliamo di intervenire sui colli di bottiglia amministrativi. Meno carta, più investimenti. Meno ostacoli formali, più sostegno concreto a chi produce e crea valore nei territori”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Maria Nocco.
“Parliamo di una vera sburocratizzazione che semplifica la vita alle imprese e alleggerisce anche il lavoro della pubblica amministrazione. Oggi si producono certificazioni che scadono ogni sei mesi, si ripresentano documenti, si duplicano controlli, con un aggravio enorme di tempo e risorse ed inevitabili rallentamenti. Questa norma non riduce i controlli, ma li rende più razionali ed efficaci. È una misura di buon senso che accelera gli investimenti senza mettere a rischio un euro di denaro pubblico”, aggiunge il deputato di Fratelli d’Italia, Giovanni Maiorano.