“Approvato alla Camera il ddl sull’energia nucleare malgrado il voto contrario delle opposizioni. Un kg di uranio-235 produce circa 50.000 kWh di energia elettrica, che possono salire a oltre 2.500.000 kWh con reattori avanzati. Per ottenere la stessa quantità di energia, si deve bruciare circa 80 tonnellate di petrolio o 120 tonnellate di carbone. Significa indipendenza energetica per le future generazioni, con l’energia meno inquinante per l’ambiente. Una delle principali accezioni delle opposizioni è che occorre troppo tempo per arrivare alla realizzazione degli impianti e produzione dell’energia nucleare. Quindi? Meglio non cominciare nemmeno? Questa è la differenza tra il politico e lo statista. Il politico concentra le proprie energie sul presente, puntando a vincere le elezioni e a soddisfare il consenso immediato. Lo statista guarda al futuro del Paese, lavorando per il bene delle generazioni successive. Schlein, Bonelli, Fratoianni e Conte sono politici, Giorgia Meloni è una statista”. Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Mauro Malaguti.
“Il nostro Paese paga da anni uno dei costi dell’energia più elevati d’Europa, con conseguenze pesanti sulla competitività delle imprese, sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla capacità di attrarre investimenti. Continuare a ignorare il tema sarebbe stato irresponsabile. Per questo il Governo Meloni ha scelto di affrontare la questione con pragmatismo e visione, senza pregiudizi ideologici e senza chiudere gli occhi di fronte a ciò che sta accadendo nel resto del mondo. Le principali economie avanzate stanno investendo nel nucleare di nuova generazione come parte integrante del proprio mix energetico. L’Italia non può permettersi di restare indietro.
Colpisce, ancora una volta, l’ipocrisia delle opposizioni. Gli stessi partiti che oggi votano contro o ostacolano il provvedimento sono spesso gli stessi che ogni giorno denunciano il costo troppo elevato delle bollette, chiedono più competitività per le imprese e maggiore indipendenza energetica. Ma quando arriva il momento di assumere decisioni concrete preferiscono rifugiarsi negli slogan e nei vecchi pregiudizi ideologici. La verità è semplice: non esiste una transizione energetica credibile senza una produzione stabile e programmabile di energia. Le fonti rinnovabili sono fondamentali e il Governo Meloni lo ha dimostrato con un incremento delle installazioni senza precedenti, ma da sole non sono sufficienti a sostenere il fabbisogno energetico di una grande economia industriale come quella italiana. Noi abbiamo scelto la strada della responsabilità. Le opposizioni hanno scelto quella della propaganda”, afferma il deputato di Fratelli d’Italia, Cristina Almici.