43 anni, sposato con figli, laureato in Giurisprudenza, Nicola Procaccini ha cominciato il proprio impegno politico tra i banchi di scuola del liceo, frequentato nella sua città, Terracina. Militante nel Fronte della Gioventù, aderisce in seguito ad Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale, erede del FdG, e ne diventa dirigente nazionale.

L’attività politica, negli anni della “Sapienza”, si divide tra l’organizzazione universitaria della destra e l’elezione, a soli 21 anni, a consigliere comunale di Terracina. L’attività amministrativa, vissuta dai banchi dell’opposizione, diventa una palestra politica e di vita che si rivelerà preziosa per il prosieguo del suo impegno. In Azione Giovani nasce una stretta collaborazione e fraterna amicizia con una giovanissima militante di cui si sentirà parlare: Giorgia Meloni.

Il percorso di militanza è ricco di soddisfazioni e di qualche sconfitta che, se possibile, aumenta ancora di più la passione per l’impegno politico e per l’Italia. Intanto si cresce, cambiano gli scenari e i protagonisti ed Alleanza Nazionale, forse all’apice del suo consenso, sceglie di concludere la propria esperienza e avviare la nuova fase all’interna del Popolo della Libertà. Giorgia Meloni, dopo aver guidato Azione Giovani in qualità di Presidente Nazionale, viene nominata Ministro della Gioventù nel 2008 nel Governo Berlusconi.

Quando deve scegliere il suo portavoce al ministero Giorgia non ha dubbi: è Nicola, che nel frattempo, tra volantinaggi, convegni e campagne elettorali vissute intensamente, è diventato giornalista professionista.

Collabora con diverse testate, programmi televisivi e giornalisti di fama, occupandosi soprattutto di politica internazionale. Fonda una società di comunicazione politica attraverso la quale gestisce uffici stampa di alcuni eletti.

Al seguito del ministro Meloni incontra i principali leader mondiali, incamerando un’esperienza entusiasmante. Nel momento di maggior soddisfazione professionale e politica, rinuncia al suo incarico di Portavoce del ministro e si tuffa nell’avventura più difficile del suo cammino: la sua città, Terracina, è in ginocchio, prostrata da una condizione economica terrificante causata da malgoverni disastrosi.

Nicola viene eletto sindaco, ma dopo soli due mesi dal suo insediamento è costretto a dichiarare il dissesto finanziario. 110 milioni di euro in una città di poco meno di 50mila abitanti. Il Ministero dell’Interno dichiarerà che un caso del genere non gli era mai capitato, per dimensioni e modalità. Nicola si avvia per una incredibile traversata nel deserto.

Dopo le inevitabili difficoltà iniziali, prende il timone della città: in meno di 7 anni, dopo una caduta e una rielezione con una vittoria schiacciante, Terracina esce dal dissesto, torna ad essere una città sana e senza debiti, capace di affrontare con le sue sole forze un uragano che ne devasta il Centro Storico Basso e quello Alto con il suo patrimonio storico-culturale. Tutto ricostruito in tre mesi.

La città è sede di grandi eventi da anni, riconosciuta da una grande azienda mondiale come tra le “140 destinazioni da sogno nel mondo” per le vacanze, completamente rinata e riqualificata nel suo aspetto urbano.

Da questa esperienza è nato un libro scritto da lui, una specie di manuale di pessima amministrazione con tutte le cattive pratiche da evitare, ma anche un viaggio straordinario su come una comunità può rinascere.

“Nessun mare calmo ha mai formato un buon marinaio”: è l’adagio che Nicola ripete a se stesso e a chi gli sta intorno.

Oggi la sfida dell’Europa, l’istituzione che, anche se ci sembra lontana, più condiziona la nostra quotidianità determinando perfino cosa e come possiamo mangiare o meno, che fine fanno i nostri risparmi e l’ammontare delle rate dei mutui per acquistare casa.

Però, l’Europa è anche l’istituzione che mette a disposizione i fondi per opere pubbliche e imprese. Nicola Procaccini, nella sua esperienza da sindaco, ha avuto accesso a finanziamenti europei per realizzare importantissimi interventi di messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture.

L’impegno che ha scelto di assumere oggi è quello di rappresentare gli interessi dell’Italia davanti ai partner europei per dare alla nostra comunità maggiore dignità e possibilità di progresso.

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