“I flussi di denaro che sarebbero legati alla galassia pro-Pal, oggetto dell’inchiesta su Hannoyn sulla base di documentazione portata oggi alla luce da Il Tempo, confermano come il terrorismo islamico vada combattuto su ogni fronte. A prescindere dalle responsabilità penali e dalla postura già assunta dal governo contro ogni forma di radicalismo, come dimostrano i più recenti arresti, è necessario che anche la politica faccia la sua parte. Per questo è importante che le Camere vaglino al più presto il testo di Fratelli d’Italia contro il radicalismo. Allo stesso tempo, ci aspettiamo che alcuni politici prendano le distanze da personaggi e movimenti su cui si allungano ombre inquietanti di pericolosità in termini di sicurezza nazionale. Non vi possono essere ambiguità contro il terrorismo e i flussi di denaro che lo alimentano”. Lo dichiara in una nota il Vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli.
“Gli atti documentali italiani mostrano un quadro di legami con Hamas consolidato negli anni ed una rete che convoglia fondi verso l’organizzazione terroristica palestinese. Bene dunque l’indagine sui finanziamenti ad Hamas attraverso associazioni benefiche di solidarietà col popolo palestinese, coordinata dalla Dda di Genova, che lo scorso dicembre ha portato a nove arresti e al sequestro di otto milioni di euro. Aveva ragione Fratelli d’Italia a denunciare i legami di Mohammad Hannoun con l’estremismo di Hamas e soprattutto a segnalare l’ambiguità della sinistra e dei Cinquestelle che hanno avuto addirittura la sfrontatezza di portarlo in Parlamento. Hannoun resta in carcere e la magistratura continua su questa strada”, afferma il vicepresidente di Fratelli d’Italia in Senato, Salvo Sallemi.