Violenza: sentenza indegna su bambina abusata, si faccia giustizia

“Chiediamo l’acquisizione della sentenza di Brescia che ha condannato uno stupratore bengalese a soli 5 anni di carcere, per atti sessuali con minore di dieci anni, rimasta anche incinta. L’applicazione a nostro giudizio scorretta del computo pena rende vano il rigore della normativa e consegna un messaggio inaccettabile e cioè che i peggiori reati possono essere meno tali. Occorre una seria riflessione. Di fronte ad una simile barbarie non c’è ragione che tenga e non basteranno cinque anni per cancellare la ferita provocata nell’anima che quella bambina porterà con sé per tutta la vita.

Peraltro la vicenda è ancora più incomprensibile se si considera che la minore al momento della consumazione del reato era in un centro di accoglienza e, quindi, ha evidentemente subito un ulteriore innegabile pregiudizio per cui scatterebbe un’aggravante che rende impossibile quella pena. E’ necessario che la magistratura garantisca le vittime e non chi distrugge la vita di innocenti. Solidarietà e rispetto alla piccola ma pene certe ed esemplari al criminale applicando correttamente quanto il nostro codice penale prevede”. Lo dichiara Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati.

“Quanto è grave distruggere la vita di una bambina di 10 anni? Quanto vale la sua innocenza perduta, il suo dolore, un trauma che non guarirà mai? Per la giustizia di Brescia vale 5 anni. Ed è inaccettabile per quanto tristemente reale. Una tale decisione lascia esterrefatti, per la pochezza di valore e soprattutto per aver lasciato, di fatto, impunito un reato così grave nei confronti di una minore. Ci aspettiamo che la sentenza venga rivalutata: lo dobbiamo alla piccola vittima e a tutti coloro che credono ancora in una giustizia giusta”, afferma il deputato di Fratelli d’Italia, Maddalena Morgante, responsabile del dipartimento Famiglia e valori non negoziabili di Fratelli d’Italia.

“Tutto questo è vergognoso ed è molto lontano dal concetto di Giustizia. Questo provvedimento è abnorme e, oltre ad essere profondamente ingiusto, veicola un messaggio pericolosissimo di impunità. Ancora una volta alcuni giudici vanno oltre il buon senso. Confidiamo che si faccia appello contro questa sentenza assurda e che la piccola possa avere al più presto giustizia”. Lo dichiara in una nota il deputato di Fratelli d’Italia, Sara Kelany, responsabile dipartimento immigrazione del partito

 

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