“Chiarezza dall’Ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali sul perimetro della discussione sulla legge elettorale che comprenderà in modo organico anche tutto il procedimento per l’elezione dei parlamentari eletti all’estero e la disciplina del voto dei fuori sede. Ma rimaniamo stupiti che proprio la sinistra (dal Pd ad Avs) si sia messa di traverso anche alla sola possibilità di allargare la discussione sul voto ai fuori sede. Per tutta la campagna referendaria hanno attaccato il governo perché per i fuori sede non era possibile votare nelle città di temporaneo domicilio e adesso che c’è la possibilità di discuterne sulla legge elettorale si pongono di traverso. Questo sarà possibile soltanto grazie alla determinazione della maggioranza”. Lo dichiara l’on. Alessandro Urzì, capogruppo di FdI in commissione Affari costituzionali della Camera.
“Divisi su tutto, uniti solo contro il governo, anche quando si tratta di fare gli interessi degli italiani. Ancora una volta le sinistre danno prova del loro incoerente atteggiamento: dopo aver attaccato per mesi il governo sul mancato voto ai fuori sede durante la campagna referendaria, oggi si oppone persino alla possibilità di aprire un confronto su questo tema. Una posizione che ci lascia senza parole, anche alla luce della manifestazione di Elly Schlein fuori dal Senato a favore del voto ai fuorisede, mentre però i suoi deputati, insieme a 5 stelle e Avs, si sono opposti in commissione.
La commissione Affari costituzionali ha chiarito ieri, però, che la riforma della legge elettorale affronterà in modo completo anche il voto degli italiani all’estero e quello dei cittadini fuori sede. Ancora una volta, sarà la determinazione della maggioranza a provare a trasformare le parole in fatti, portando avanti una riforma che dia finalmente risposte concrete anche a chi oggi è escluso dal voto nel luogo in cui vive temporaneamente”, afferma Fabio Roscani, deputato di Fratelli d’Italia.